XXXII — IL Millefoglie amministrativo

Chapitre XXXII

IL MILLEFOGLIE AMMINISTRATIVO

Questo documento non sarebbe completo senza affrontare un flagello che gangrena le democrazie moderne: la moltiplicazione dei livelli amministrativi e la furia regolamentare che li accompagna.

32.1 — Il problema dei livelli

Comuni, intercomunalità, dipartimenti, regioni, Stato, Europa… I livelli si sovrappongono, le competenze si accavallano, i bilanci si intrecciano. Risultato: nessuno è veramente responsabile di nulla. Ogni livello può scaricare sull’altro. I doppioni proliferano. Le burocrazie si autoalimentano.

32.2 — La furia regolamentare

Ad ogni livello, funzionari giustificano la loro esistenza producendo regole. Per piantare un albero, serve un modulo. Per tagliarlo, un altro. Per costruire una tettoia da giardino, un’autorizzazione. Per modificarla, un’altra autorizzazione. I moduli si sovrappongono, si contraddicono, esigono documenti che altre amministrazioni già detengono.

Questa frenesia normativa non è un incidente. È la conseguenza logica di un sistema dove ogni amministrazione deve provare la sua utilità per sopravvivere. Più regolamenta, più sembra indispensabile. La burocrazia è un organismo la cui funzione primaria è la propria riproduzione.

32.3 — I principi di riforma

Alcune piste coerenti con il sistema proposto:

Il principio di sussidiarietà rigoroso. Ogni competenza è attribuita a UN solo livello, il più vicino possibile al cittadino. Nessuna competenza condivisa, nessun co-finanziamento che diluisce la responsabilità. Se è il comune, è il comune solo. Se è la regione, è la regione sola.

La concorrenza fiscale. Se ogni livello ha il suo bilancio proprio (e conta nel tetto globale), i cittadini possono confrontare l’efficienza di ogni livello. Una regione sovra-amministrata perde i suoi contribuenti a favore di una vicina più leggera. Il mercato disciplina anche i territori.

La fusione dal basso. I comuni possono fondersi volontariamente per raggiungere una massa critica. Le intercomunalità possono diventare comuni a pieno titolo. L’incentivo è fiscale: le fusioni che riducono i costi liberano bilancio.

La soppressione costituzionale di livelli. Si potrebbe costituzionalizzare un numero massimo di livelli – ad esempio: comuni, regioni, Stato. Tre livelli massimo. I dipartimenti e le intercomunalità sarebbero assorbiti o soppressi.

32.4 — La ghigliottina regolamentare

Per la furia regolamentare, una regola semplice: ogni nuova regolamentazione deve sopprimerne due esistenti (o una di peso equivalente, misurato in costo di conformità). È il principio del “one in, two out” applicato in certi paesi.

Completato da:

Il silenzio vale accettazione. Se l’amministrazione non risponde entro un termine stabilito (ad esempio 30 giorni), la richiesta è ritenuta accettata. Ciò inverte l’onere: è l’amministrazione che deve affrettarsi, non il cittadino che deve aspettare.

L’interoperabilità obbligatoria. Un’amministrazione non può chiedere un documento che un’altra amministrazione già detiene. Le banche dati comunicano. Il cittadino non serve da piccione viaggiatore tra servizi.

L’audit di pertinenza. Ogni regolamentazione ha una data di scadenza (ad esempio 10 anni). Alla scadenza, deve essere esplicitamente rinnovata da un voto, con valutazione del suo impatto reale. Le regole obsolete muoiono automaticamente.

La ghigliottina regolamentare La ghigliottina regolamentare

32.5 — I limiti del presente documento

Questo cantiere resta parzialmente aperto. I meccanismi di blocco di bilancio proposti qui frenano la proliferazione – meno denaro significa meno funzionari per produrre regole. Ma non smantellano automaticamente l’esistente.

La transizione (capitolo XXXIII) dovrà includere una grande pulizia regolamentare: un audit completo, una soppressione massiccia dei testi inutili, una semplificazione radicale. È un cantiere titanico, ma indispensabile. Non si libera un popolo lasciando intatto il ginepraio di regole che lo ostacola.


32.6 — Studio di caso (esempio empirico): Il “One-In, Two-Out” britannico e canadese

Il Regno Unito (2011) e il Canada (2012) hanno adottato regole che esigono la soppressione di regolamentazioni esistenti per ogni nuova regola creata [105][106]. Questi meccanismi offrono un precedente per la “ghigliottina regolamentare”.

Ciò che ha funzionato

Rallentamento dell’inflazione regolamentare. Nel Regno Unito, il costo netto delle nuove regolamentazioni per le imprese è diventato negativo sotto il regime “One-In, One-Out” poi “One-In, Two-Out” [105]. L’onere amministrativo ha smesso di crescere.

Cultura del calcolo costo-beneficio. Ogni ministero deve ora quantificare il costo di conformità delle sue proposte. Questa disciplina ha forzato una riflessione sull’utilità reale delle regole.

Riduzioni misurabili in Canada. Il “Red Tape Reduction Act” canadese ha permesso di sopprimere migliaia di formalità amministrative [106]. Il tempo di conformità per le imprese è diminuito.

Trasparenza aumentata. I governi pubblicano rapporti annuali sullo stock regolamentare. L’evoluzione è misurabile e i cittadini possono confrontare.

Segnale politico forte. L’adozione di queste regole ha inviato un messaggio chiaro: la sovra-regolamentazione è un problema riconosciuto, non una fatalità.

Ciò che pone problemi

Aggiramenti creativi. I ministeri hanno imparato a riclassificare le “regolamentazioni” in “linee guida” o “raccomandazioni” per sfuggire al conteggio [105]. Lo stock formale diminuisce, ma la pressione amministrativa può sussistere altrimenti.

Qualità vs quantità. Sopprimere due piccole regole per crearne una grossa non riduce necessariamente l’onere. Il “peso” regolamentare è difficile da misurare oggettivamente.

Nessuna pulizia dell’esistente. Queste regole si applicano alle nuove regolamentazioni, non allo stock storico. Decenni di norme obsolete restano in vigore [106].

Esenzioni politiche. Le regolamentazioni giudicate “prioritarie” (salute, ambiente, sicurezza) sono spesso esentate. La regola diventa parziale.

Nessun blocco costituzionale. Sono regole amministrative, non leggi. Un nuovo governo può abbandonarle.

Ciò che si conserva del modello britannico/canadese

  • Il principio del rapporto: creare una regola obbliga a sopprimerne
  • La cultura della quantificazione dei costi di conformità
  • La trasparenza sull’evoluzione dello stock regolamentare
  • La responsabilizzazione dei ministeri produttori di norme

Ciò che si migliora

  • Rapporto più ambizioso: “one in, two out” piuttosto che “one in, one out”
  • Misura tramite il costo di conformità: non solo il numero di regole, ma il loro peso reale
  • Applicazione allo stock esistente: l’audit di pertinenza con data di scadenza forza la pulizia dell’esistente
  • Blocco costituzionale: il principio del rapporto è inscritto nella costituzione
  • Nessuna esenzione categoriale: tutte le regolamentazioni contano, anche ambientali o sanitarie

Ciò che non si riprende

  • La limitazione alle nuove regole: il nostro sistema include un meccanismo di scadenza automatica per l’esistente
  • Le esenzioni politiche: nessun lasciapassare per gli argomenti “prioritari”
  • La fragilità amministrativa: il nostro sistema è costituzionale, non regolamentare

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