XXV — Rendere la giustizia al popolo
Chapitre XXV
RENDERE LA GIUSTIZIA AL POPOLO
La giustizia è sovrana. Lo Stato ha il monopolio della violenza legittima, e la giustizia è lo strumento attraverso cui questa violenza viene inquadrata. Ma i giudici non devono essere né nominati dal potere esecutivo, né cooptati dai loro pari. Devono rispondere al popolo.
25.1 — I giudici e i magistrati sono eletti
Tutti i giudici – dal tribunale locale alla corte suprema – sono eletti a suffragio diretto, una persona un voto. La giustizia tocca i diritti fondamentali di ciascuno. Il povero e il ricco hanno lo stesso interesse a che i giudici siano competenti e integri. Il suffragio paritario si impone.
25.2 — Le garanzie d’indipendenza
L’elezione non significa sottomissione all’opinione. I mandati sono lunghi (ad esempio 10 anni) per proteggere i giudici dalle pressioni a breve termine. I giudici non possono essere revocati dal meccanismo di revoca permanente – la stabilità della giustizia lo esige. Solo una procedura di destituzione per colpa grave, votata dal Senato a maggioranza qualificata, può porre fine a un mandato prima della scadenza.
25.3 — La responsabilità civile dei magistrati
Un giudice che commette un errore grave – errore giudiziario manifesto, corruzione, diniego di giustizia – può essere perseguito civilmente. La responsabilità esiste, ma è inquadrata per evitare che i giudici non osino più giudicare.
25.4 — Studio di caso (esempio empirico): L’elezione dei giudici negli Stati Uniti (1832-presente)
Gli Stati Uniti sono l’unico paese sviluppato dove i giudici sono massicciamente eletti. 39 dei 50 Stati utilizzano una forma di elezione per almeno alcuni dei loro giudici [121][122]. Questo sistema, nato negli anni 1830 con la democrazia jacksoniana, offre un precedente unico per valutare i vantaggi e i rischi della giustizia elettiva.
Ciò che ha funzionato
Responsabilità democratica. I giudici rispondono davanti agli elettori, non davanti all’esecutivo che li nominerebbe. Un giudice percepito come corrotto o incompetente può essere battuto alle elezioni successive [121].
Maggiore diversità. Gli Stati con elezioni hanno più giudici provenienti da minoranze e donne rispetto agli Stati con nomina. L’elezione apre la magistratura oltre le reti tradizionali [122].
Legittimità popolare. I giudici eletti possono rivendicare un mandato popolare. La loro autorità non dipende dal buon volere di un governatore o di un presidente.
Trasparenza delle posizioni. Le campagne elettorali obbligano i candidati a chiarire la loro filosofia giuridica. Gli elettori sanno (più o meno) cosa scelgono.
Sistema duraturo. Da quasi 200 anni, il sistema funziona senza collasso del sistema giudiziario. Gli Stati con giudici eletti non sono governati peggio degli altri.
Ciò che pone problemi
Finanziamento delle campagne. Le elezioni giudiziarie costano care. Studi mostrano una correlazione tra contributi di campagna e decisioni favorevoli ai donatori [123]. “Justice for sale” è una critica ricorrente.
Politicizzazione dei tribunali. Nei 22 Stati con elezioni partitiche, i giudici fanno campagna con un’etichetta (Democratico/Repubblicano). La neutralità giudiziaria è compromessa dall’affiliazione politica [121].
Pressione popolare sulle decisioni. I giudici vicini a una rielezione tendono a pronunciare pene più severe nei casi criminali mediatizzati [123]. La paura di “sembrare lassisti” influenza le decisioni.
Bassa partecipazione elettorale. Le elezioni giudiziarie attirano pochi elettori (spesso <20%). I risultati riflettono gli attivisti mobilitati, non l’opinione generale.
Competenza non garantita. L’elezione non filtra le competenze giuridiche. Un candidato carismatico ma mediocre giurista può prevalere su un esperto discreto.
Ciò che si conserva del modello americano
- Il principio dell’elezione dei giudici a suffragio diretto
- La responsabilità: i giudici rispondono davanti al popolo
- La legittimità democratica della magistratura
- L’apertura della professione oltre le reti di cooptazione
Ciò che si migliora
- Mandati molto lunghi (10 anni): protegge contro la pressione elettorale a breve termine — i giudici americani hanno spesso mandati di 4-6 anni
- Nessuna revoca permanente per i giudici: solo la destituzione per colpa grave è possibile — evita la pressione continua
- Suffragio paritario unicamente: la giustizia tocca i diritti fondamentali, non il bilancio. Nessun voto censitario per i giudici
- Nessun finanziamento politico delle campagne: i partiti non finanziano i candidati-giudici
Ciò che non si riprende
- Le elezioni partitiche: nessuna etichetta politica per i candidati-giudici
- Le campagne elettorali costose: finanziamento inquadrato e limitato
- I mandati brevi: il nostro sistema utilizza mandati lunghi per l’indipendenza
- La revoca facile: i giudici non sono soggetti alla revoca permanente