XXIV — Governance locale
Chapitre XXIV
GOVERNANCE LOCALE: ADATTARE I PRINCIPI ALLA SCALA
Il bicameralismo asimmetrico descritto nel capitolo XXIII è concepito per uno Stato centrale. Sulla scala locale — comuni, intercomunalità, regioni — mantenere due assemblee distinte è spesso un lusso budgetario ingiustificabile.
Questo capitolo propone architetture adattate alle collettività locali, preservando i principi fondatori senza imporre il costo di una seconda camera.
24.1 — I principi strutturanti
Qualunque sia l’architettura scelta, si applicano gli stessi principi:
Uguaglianza civica per i diritti fondamentali. Le decisioni che toccano le libertà locali (regolamento interno degli spazi pubblici, polizia municipale, diritti dei residenti) sono prese a suffragio uguale. Un cittadino = un voto.
Logica contributiva per le questioni di denaro. Le decisioni budgetarie — fiscalità locale, investimenti, sussidi — sono prese a voto censuario, ponderato dal contributo fiscale locale.
Revoca permanente. Gli eletti locali restano revocabili secondo gli stessi meccanismi che sulla scala nazionale. Nessun assegno in bianco.
Meccanismo di blocco budgetario. In caso di non adozione del bilancio locale, si applicano le stesse regole: riduzione automatica del 10%, alimentazione di un fondo di recupero locale, gestione in attesa.
Incapsulamento dei rischi. Ogni collettività assume le sue decisioni. Nessun salvataggio automatico dall’echelon superiore.
24.2 — Opzione A: Il consiglio unico a geometria variabile
Una sola assemblea, ma le cui modalità di voto cambiano secondo la natura della decisione. Questa architettura si ispira ai lavori sulla misura del potere di voto e i sistemi a doppia maggioranza [144][146].
Funzionamento
Il consiglio locale è eletto a suffragio misto: ogni eletto dispone di un peso uguale (fisso, identico per tutti) e di un peso censuario (proporzionale al contributo fiscale dei suoi elettori). La teoria del voto e della decisione collettiva fornisce gli strumenti per calibrare queste ponderazioni [145].
Durante ogni voto, il presidente di seduta annuncia la modalità applicabile:
- Voto uguale: ogni consigliere pesa 1. Maggioranza semplice o qualificata secondo il soggetto.
- Voto censuario: ogni consigliere pesa secondo la sua legittimità contributiva. Maggioranza calcolata in punti, non in teste.
Settori di competenza
| Settore | Modalità di voto |
|---|---|
| Bilancio annuale | Censuario |
| Fiscalità locale (aliquote, basi) | Censuario, maggioranza 2/3 per aumento |
| Investimenti maggiori | Censuario |
| Sussidi alle associazioni | Censuario |
| Regolamento degli spazi pubblici | Uguale |
| Polizia municipale, sicurezza | Uguale |
| Urbanistica regolatoria (PLU) | Uguale |
| Deliberazioni societali locali | Uguale |
Vantaggi
- Economia. Una sola assemblea, un solo luogo, un solo personale.
- Semplicità. Gli stessi eletti, gli stessi dibattiti. Solo il conteggio cambia.
- Trasparenza. Tutti i voti sono pubblici. Il cittadino vede immediatamente quale modalità si applica.
Limiti
- Confusione possibile. Il doppio peso può disorientare gli elettori.
- Calcolo complesso. Il peso censuario deve essere ricalcolato a ogni elezione, persino annualmente se il contributo fiscale evolve.
24.3 — Opzione B: La rappresentazione contributiva dedicata
Due istanze, ma una è leggera: una commissione budgetaria specializzata.
Funzionamento
Il consiglio locale è eletto a suffragio uguale. Delibera su tutte le questioni non budgetarie.
La commissione budgetaria è composta dagli stessi eletti, ma siede separatamente con un peso censuario. Delibera esclusivamente sul bilancio, la fiscalità locale e le spese maggiori.
Giuridicamente, è lo stesso organo che siede in due formazioni distinte. Nessuna seconda elezione, nessun secondo edificio, nessun secondo personale.
Regole di funzionamento
- La commissione budgetaria è convocata specificamente per le questioni di denaro.
- Il suo ordine del giorno è limitato: bilancio primitivo, bilancio supplementare, conto amministrativo, fiscalità, prestiti, investimenti oltre una soglia.
- Il consiglio locale conserva tutte le altre competenze.
Vantaggi
- Chiarezza istituzionale. Due formazioni = due logiche visibili.
- Specializzazione. I dibattiti budgetari sono isolati, con le loro proprie regole di maggioranza.
- Compatibilità giuridica. Più facile da integrare nei quadri legali esistenti (formazione plenaria vs commissione).
Limiti
- Pesantezza procedurale. Due convocazioni, due verbali, due deliberazioni.
- Rischio di frizione. Le decisioni del consiglio possono avere implicazioni budgetarie che la commissione rifiuta di finanziare.
24.4 — Il meccanismo di veto locale
Qualunque sia l’opzione, si applica un veto incrociato:
- Se una decisione uguale ha un impatto budgetario significativo, deve essere convalidata da un voto censuario (o dalla commissione budgetaria).
- Se una decisione budgetaria influenza diritti fondamentali locali, deve essere convalidata da un voto uguale (o dal consiglio in formazione uguale).
La soglia di scatenamento è definita localmente (ad esempio: ogni impatto superiore all'1% del bilancio annuale).
24.5 — Il blocco budgetario locale
In caso di non adozione del bilancio nei termini legali:
- Riconduzione automatica. Il bilancio dell’anno precedente è ricondotto, ridotto del 10%.
- Alimentazione del fondo di recupero. La differenza alimenta un fondo locale congelato.
- Nessun intervento dello Stato. L’echelon superiore non salva. La collettività assume.
- Sblocco. Non appena un bilancio è votato, il fondo di recupero è reiniettato.
Questo meccanismo dissuade dal blocco senza ricorrere a una tutela esterna.
24.6 — Criteri di scelta tra opzioni
| Criterio | Opzione A (consiglio unico) | Opzione B (commissione dedicata) |
|---|---|---|
| Dimensione della collettività | Piccola a media | Media a grande |
| Bilancio di funzionamento | Limitato | Più consistente |
| Cultura politica locale | Pragmatica | Più formale |
| Complessità giuridica | Più semplice | Più conforme ai quadri esistenti |
Nessuna opzione è intrinsecamente superiore. La scelta dipende dal contesto: dimensione del territorio, cultura politica, accettabilità sociale, mezzi disponibili.
24.7 — Ciò che è costituzionalizzato
- Il principio della doppia logica: uguale per i diritti, censuaria per il denaro.
- Il meccanismo di blocco budgetario: riconduzione -10%, fondo di recupero.
- La revocabilità degli eletti locali.
- L’incapsulamento dei rischi: nessun salvataggio automatico.
Le modalità esatte (opzione A o B, soglie, procedure) rientrano nella legge organica o nel regolamento locale.
Questo capitolo offre un catalogo di opzioni, non una soluzione unica. Il contesto deciderà.