XV — Emmaüs
Chapitre XV
CASO DI STUDIO: LE COMUNITÀ EMMAUS
Emmaus, fondato dall’Abbé Pierre nel 1949, è un movimento di comunità di lavoro autofinanziate dal recupero e dal riciclo [194]. Presente in 37 paesi, conta più di 400 strutture che accolgono persone escluse.
15.1 — Ciò che ha funzionato
Autofinanziamento attraverso il lavoro. Le comunità Emmaus vivono della raccolta, della selezione e della rivendita di oggetti di seconda mano [197]. Nessun sussidio operativo ricorrente. Il modello economico funziona da 75 anni.
Accoglienza incondizionata. Emmaus accoglie chiunque bussi alla porta: ex detenuti, tossicodipendenti, migranti, persone in rottura familiare [196]. Nessuna selezione, nessun dossier, nessun termine. La prova è immediata.
Dignità attraverso il lavoro. Il “compagno” non è un beneficiario di aiuto. Lavora, contribuisce e riceve una modesta retribuzione in cambio. La relazione non è assistenziale.
Diversità delle regole. Ogni comunità adatta il proprio funzionamento: alcune sono rigorose (niente alcol), altre flessibili. Questa diversità permette a ciascuno di trovare una struttura adatta.
Inserimento verso l’esterno. Molti compagni lasciano Emmaus per riprendere una vita autonoma. La comunità è una tappa, non un fine.
15.2 — Ciò che pone problemi
Dipendenza dal carisma fondatore. La morte dell’Abbé Pierre (2007) e le rivelazioni postume sulla sua vita privata hanno indebolito il movimento [195]. Il marchio “Emmaus” si basa su una figura, non su un meccanismo.
Status giuridico vago dei compagni. I compagni non sono né dipendenti né volontari. La loro retribuzione (circa 350€/mese) non apre diritti sociali completi. Questo status ibrido è regolarmente contestato.
Economia fragile. La rivendita di oggetti di seconda mano subisce la concorrenza di Leboncoin e Vinted. Alcune comunità faticano a bilanciare i conti.
Concentrazione in Francia. Il modello rimane largamente francese. L’esportazione internazionale è diseguale.
15.3 — Ciò che manteniamo del modello Emmaus
- L’autofinanziamento attraverso il lavoro produttivo: nessun sussidio ricorrente
- L’accoglienza incondizionata: nessuna selezione all’ingresso, prova immediata
- La dignità attraverso il lavoro: nessun assistenzialismo, relazione di contributo
- La diversità delle regole: ogni struttura adatta il proprio funzionamento
- L’obiettivo di inserimento: la comunità è una tappa, non una prigione
15.4 — Ciò che miglioriamo
- Nessuna dipendenza da una figura: le CA sono strutture, non movimenti
- Status chiaro dei membri: la trattenuta sul reddito è trasparente e apre diritti
- Diversificazione economica: non solo il recupero
15.5 — Ciò che non riprendiamo
- L’identità caritatevole: le CA non sono opere di carità ma comunità produttive
- Lo status vago dei membri: chiarezza giuridica e sociale
- La dipendenza da un marchio morale: l’autofinanziamento basta, non serve legittimità caritatevole