III — Visione d'insieme
Chapitre III
VISIONE D'INSIEME
Questo documento propone un’architettura istituzionale completa. Questa visione d’insieme presenta la logica di ciascuna parte e la coerenza del sistema.
Parte I — Fondamenti
Il sistema parte da una constatazione: lo Stato-provvidenza impone una solidarietà uniforme a tutti, trasformando la politica in guerra per il controllo dell’apparato statale. L’alternativa proposta si basa su un principio semplice: lo Stato protegge i diritti, la società organizza la solidarietà.
Lo Stato minimo non sopprime la solidarietà — cessa di imporla. Uno stesso paese può così accogliere individui autonomi, cooperative egualitarie, comunità religiose — ciascuno vivendo secondo i propri valori senza imporli agli altri. Il diritto di uscita è la chiave di volta: nessuno può essere trattenuto contro la propria volontà.
Parte II — Economia e finanze
Questa parte definisce il perimetro dello Stato e la sua architettura fiscale. Lo Stato si limita alle funzioni regaliane e ai casi che il mercato non può assorbire. Regole di bilancio quasi-intangibili — eccedenza obbligatoria, tetto ai prelievi, fondo di riserva — impediscono l’espansione perpetua della sfera pubblica.
La protezione sociale passa dal monopolio statale a un sistema di assicurazioni private obbligatorie, con mutualizzazione per evitare la selezione dei rischi. La tassazione è semplificata in un’unica imposta sul reddito (flat tax con detrazione), tutte le tasse indirette abolite. La moneta cessa di essere un monopolio di Stato: la concorrenza monetaria disciplina i governi. Ciascun dominio — salute, disoccupazione, pensioni — è incapsulato nel proprio meccanismo di finanziamento per evitare il contagio dei fallimenti.
Parte III — Collettività autonome
Certe persone non sanno — o non vogliono — gestirsi da sole. Il sistema attuale offre loro l’assistenzialismo o l’abbandono. Le Collettività Autonome propongono una terza via: l’integrazione in una comunità produttiva e autofinanziata.
Questa parte definisce il concetto, i diversi modelli possibili (dal molto diretto al totalmente autogestito), i meccanismi di entrata e uscita, e l’ecosistema che li collega. Casi di studio — Amish, kibboutzim, Emmaüs, Mondragon — documentano ciò che funziona già e ciò che deve essere adattato.
Parte IV — Proteggersi senza comunità
Non tutti desiderano unirsi a una comunità. Tra l’autonomia totale e l’appartenenza comunitaria, esiste una via intermedia: delegare volontariamente certe decisioni a un terzo scelto.
Questa parte esplora i meccanismi di delega scelta — mandatari finanziari, rappresentanti designati, automazione del risparmio — che permettono alle persone vulnerabili o sopraffatte di proteggersi senza perdere la loro capacità giuridica né la loro libertà di revoca.
Parte V — Sistema elettorale
L’attuale democrazia rappresentativa concede un assegno in bianco ogni cinque anni. Questo documento propone una democrazia in tempo reale: revoca permanente degli eletti, voto nero di blocco, voto bianco di contrappeso, voto grigio di astensione.
Non tutte le decisioni sono della stessa natura. Il Parlamento, eletto a suffragio censitario, gestisce il bilancio e le questioni economiche — coloro che contribuiscono di più pesano di più. Il Senato, eletto a suffragio egualitario, protegge i diritti fondamentali — ogni cittadino ha lo stesso peso. Questa asimmetria è voluta: la resilienza è posta dove le poste in gioco sono più gravi. Meccanismi di blocco di bilancio impediscono la paralisi senza lasciare il sabotaggio impunito.
Parte VI — Istituzioni
Questa parte definisce l’architettura dei poteri. I giudici sono eletti, revocabili per colpa grave, ma protetti da mandati lunghi. Il Consiglio costituzionale, composto da eletti, giuristi e cittadini sorteggiati, verifica il rispetto delle regole senza crearle. I partiti politici, per essere riconosciuti, devono funzionare democraticamente all’interno. Il capo di Stato — presidente o monarca secondo le tradizioni — rappresenta l’unità senza esercitare il potere esecutivo.
Parte VII — Protezione del cittadino
Questa parte raggruppa i meccanismi con cui la collettività protegge il cittadino di fronte alle asimmetrie giuridiche, economiche e normative provenienti dall’esterno.
L’immigrazione è gestita secondo la sua natura: quote economiche dal Parlamento, diritti fondamentali dal Senato. Il diritto d’asilo è costituzionalizzato ma neutrale dal punto di vista di bilancio — il richiedente asilo entra nel sistema di assicurazioni o si unisce a una Collettività Autonoma, senza aiuto specifico.
Il commercio internazionale si basa sul principio di uguaglianza normativa: ogni prodotto venduto sul mercato nazionale deve rispettare le norme applicabili ai produttori nazionali. I trattati internazionali sono subordinati alla legge nazionale e possono essere denunciati per referendum.
Parte VIII — Questioni specifiche
Il millefoglie amministrativo — comuni, intercomunalità, dipartimenti, regioni, Stato — sovrappone i livelli, sovrappone le competenze, diluisce le responsabilità. Questa parte pone i principi di una semplificazione radicale: sussidiarietà rigorosa, concorrenza fiscale, fusione volontaria, ghigliottinamento regolamentare. Questo cantiere resta parzialmente aperto — la transizione dovrà includere una grande pulizia.
Parte IX — Transizione
Come smantellare uno Stato obeso senza provocare il collasso? Posando la rete prima di tagliare. Le Collettività Autonome devono essere operative prima di ridurre le spese pubbliche — le persone che perdono il loro impiego o i loro aiuti hanno immediatamente una struttura dove atterrare. La transizione è brutale, ma non crudele.
Appendici
Le appendici forniscono i dettagli tecnici, i calcoli e le simulazioni che fondano le proposte di questo documento: precedenti empirici esistenti, formule matematiche del peso censitario, simulazioni della transizione delle pensioni, meccanismi dell’indice dei prezzi incorruttibile, dizionario comparativo delle collettività autonome.