Conclusione
CONCLUSIONE
Ciò che abbiamo descritto non è il libertarianismo puro degli anarco-capitalisti. Non è nemmeno il liberalismo tiepido dei socialdemocratici che si credono moderati.
È il Libertarianismo Libertario – costituzionalmente blindato, democraticamente continuo.
La solidarietà senza la spoliazione: né assistiti, né abbandonati.
Un sistema dove lo Stato fa ciò che solo lui può fare, e nient’altro.
Dove il denaro pubblico è vincolato da regole intangibili, con due fondi distinti per la prudenza e il recupero.
Dove la moneta è disciplinata dalla concorrenza.
Dove la flat tax rimpiazza il ginepraio fiscale: un’aliquota unica, visibile, senza IVA nascosta.
Dove la protezione sociale esiste, ma tramite il mercato – assicurazioni sanitarie, disoccupazione, istruzione – e collettività autonome autofinanziate.
Dove il cittadino controlla i suoi eletti in permanenza, nella cabina di revoca, non una volta ogni cinque anni.
Dove il segreto del voto è preservato da un’architettura anonima, senza legame tra il numero di carta e l’identità.
Dove il voto nero blocca, il voto bianco controbilancia, il voto grigio si astiene, e il sabotaggio ha un costo.
Dove il peso politico riflette il contributo reale.
Dove i diritti fondamentali sono protetti da una camera egualitaria che non governa.
Dove le decisioni di bilancio e il governo dipendono da una camera censitaria, più stabile per design.
Dove aumentare l’imposta è difficile (2/3 di chi paga) e abbassarla più facile (2/3 egualitari).
Dove i giudici sono eletti dal popolo, a suffragio egualitario, e protetti da mandati lunghi.
Dove l’immigrazione è gestita secondo la sua natura: quote economiche da parte del Parlamento, diritti fondamentali da parte del Senato.
Dove il quadro è custodito da un’istanza a quattro corpi, pubblica, equilibrata, procedurale.
Dove nessun trattato internazionale sovrasta la volontà del popolo.
Dove il referendum decide – a suffragio egualitario o censitario secondo la natura della questione – e dove il suo risultato si impone.
Dove i partiti politici sono essi stessi democratici, pena la perdita della loro approvazione.
Dove gli eletti guadagnano in proporzione alla loro legittimità, e non possono aumentarsi se non con l’accordo del popolo.
Dove i rischi sono incapsulati: ogni dominio può fallire senza contaminare gli altri.
Dove le Collettività Autonome offrono una rete autofinanziata: comunità di lavoro e di vita, diverse, volontarie, dove si può riprendere piede o scegliere di vivere.
Non è né l’utopia né il compromesso molle. È l’architettura della libertà sovrana. È il Libertarianismo Libertario.
Un quadro, non una camicia di forza
Questo documento ha volontariamente presentato, in diversi punti, diverse opzioni per uno stesso problema. Governance locale, organizzazione delle camere, modalità di voto: alternative coesistono in queste pagine.
Questa pluralità non è un’esitazione. È una scelta assunta di flessibilità. I principi sono fermi — chi paga decide, ma non di tutto; uguaglianza civica per i diritti, logica contributiva per il denaro; libertà di entrare, libertà di uscire. Le architetture, invece, possono variare.
Il contesto deciderà: dimensione del territorio, cultura politica, accettabilità sociale, mezzi disponibili. Questo testo inquadra senza imporre. Offre un catalogo coerente di opzioni, non un modello fisso.
Per i curiosi che vogliono approfondire: la concorrenza delle monete viene da Friedrich Hayek [1]. Il costituzionalismo di bilancio è opera di James Buchanan e della scuola del Public Choice [2]. Il pragmatismo liberale si inscrive nella linea di Milton Friedman [3]. L’aggiustamento brutale in tempo di crisi è difeso dalla scuola austriaca [4][5]. Il voto censitario ponderato riprende un’idea del liberalismo classico del XIX secolo [7][8]. La flat tax è difesa da numerosi economisti liberali [3]. La democrazia liquida è stata teorizzata dal movimento Pirata tedesco negli anni 2010. Il sorteggio cittadino si ispira alla democrazia ateniese e ai lavori contemporanei sulla democrazia deliberativa. La carta elettorale anonima si ispira ai sistemi di voto elettronico estoni, corretti dalle loro falle. L’elezione dei giudici esiste in diversi Stati americani. Il meccanismo anti-blocco (bilancio -10%, fondo di recupero), l’asimmetria camere/fiscalità, la ripartizione immigrazione Parlamento/Senato, l’incapsulamento dei rischi, e le Collettività Autonome sono innovazioni proprie di questo documento.
La sintesi – il Libertarianismo Libertario – è nuova.